Prima in casa dai due volti per l’Autoscuola Cordenonese.

Si sapeva che l’esordio casalingo non sarebbe stato una passeggiata, ed effettivamente, i bianco-rossi di Nocera sono una delle corazzate del campionato dimostrandolo dopo appena qualche minuto di gioco, incrinando l’andamento del match già nel primo quarto, chiuso 15-36.

Riccardo De Tina

Quello che non sapremo mai, è cosa sarebbe potuto succedere se il piglio dei ragazzi di casa fosse stato quello giusto sin dalle battute iniziali. Già, perché anche sul terrificante 45-17 del 14’, i muli non hanno mai mollato di un centimetro, ed è un vero peccato che solo sprofondati nel baratro, i bianco-verdi abbiano reagito di fronte alle difficoltà di affrontare una squadra molto aggressiva, intensa e talentuosa.

Dopo essere stati boxati per un quarto e mezzo, De Tina e soci si sono rimboccati le maniche (33-53 in spogliatoio), arginando le folate avversarie, e trovando più fiducia nel proprio gioco d’attacco.

La pazienza nel cercare soluzioni più equilibrate, ha permesso di alzare le percentuali, rallentando il gioco ospite, riducendo il divario sino al -18 a 13 minuti dalla fine.

Qui due minuti di sciagurata follia (3 perse consecutive), hanno avuto l’effetto di un calcio al secchio dopo aver munto la vacca (47-75 alla terza sirena).

Con la strada dell’imbarcata dietro l’angolo, i ragazzi hanno avuto il merito di lottare per ridurre il gap sul tabellone, strappando l’ultimo quarto ai triestini, mostrando segnali positivi in vista delle prossime due gare casalinghe contro Tolmezzo e APU.

Parola d’ordine CONTINUITA’.

Autoscuola Cordenonese vs Pall. Trieste (15-36; 18-17; 14-22; 15-11) 62-86

De Ros 5, Moretti 4, Basso 3, Dal Maso, De Tina 3, Portaro, Ndompetelo 7, Marcon 13, Mazzariol 8, Lucchetta 8, Lomele 11.

All.re: Celotto

Ass. All.re: Pupulin

Arbitri: Sellan e Bon

Finalmente al via anche il campionato Under 15 d’Eccellenza, che vede l’Economy Rent di coach Palermo contrapposta alle migliori realtà della regione.

 

Esordio stagionale allo storico PalaBenedetti contro l’Apu Udine. La tensione della prima uscita si fa sentire e infatti gli udinesi scappano via sin dalla palla a due, sfruttando le palle perse prodotte da un’eccessiva fretta in attacco e una difesa troppo passiva.

Nel secondo quarto, la storia si ripete e i ragazzi di coach Marchettini volano al riposo sul +19.  All’ intervallo, il coach carica la squadra, che inizia a difendere forte e riesce a limitare le iniziative di Micalich e compagni. Il divario però rimane invariato, nonostante una maggior concretezza in attacco.

Nel quarto periodo, la 3S sembra un’altra squadra rispetto a quella scesa in campo nei primi due quarti: difesa e contropiede producono un break di 11-0 che riapre la gara. In completa trance agonistica, i biancoverdi accorciano fino al -5, poi Udine riesce a trovare canestri pesanti e a finire sul +16 grazie ad un glaciale 10/11 ai tiri liberi.

APU UDINE – 3S CORDENONS 76-60

APU: Bonello 1, Micalich F. 4, Beorchia NE, Pittioni 2, Parci, Roseano 15, Gattolini 4, Venturi 11, Serino 7, Moroni, Carnielli, Micalich E. 32.  Coach Marchettini

3S: Bortolus 4, Pizzinato, Molent, Valese 2, Turrin 2, Brusadin 2, Nicolao 2, Minetto 9, Ndompetelo 15, Della Toffola 16, Lomele 5, Dal Maso 2.  Coach Palermo

 

 

L’avversario della seconda giornata era la Libertas Trieste, composta da giocatori nati nel ’05, guidata da coach Mravic. La 3S non si fa sorprendere e impone subito la difesa intensa che dovrà essere il nostro punto di forza nell’arco della stagione. Grazie al contropiede, l’Economy Rent produce un parziale di 34-8 che indirizza già la gara.

I biancoverdi sfruttano bene il vantaggio fisico e nonostante qualche distrazione di troppo, va al riposo sul 55-15. Nel terzo quarto, gli ospiti riescono a eludere più efficacemente la nostra difesa, infatti il parziale sarà di 17-14. L’ultimo periodo è una formalità per Ndompetelo e compagni, che allungano il divario fino al 108-39 dell’ultima sirena.

La prossima gara vedrà l’Economy Rent ospite in quel di Codroipo, sabato 19 ore 16:00.

3S CORDENONS – LIBERTAS TRIESTE  108-39

3S: Bortolus 4, Pizzinato 12, Molent 2, Valese 4, Moroldo, Brusadin 5, Nicolao 8, Minetto 19, Ndompetelo 23, Della Toffola 14, Lomele 13, Dal Maso 2.  Coach Palermo

LIBERTAS: Padovani 2, Icardi 2, Castaldo 14, Creci 2, Vuletic, Dalibert 3, Gallicola, Ciani 4, Millo, Pipendem 2, Desogbo 6, Gazzin 4.  Coach Mravic

 

Cappe

Pronto riscatto per il gruppo Under 16, che dopo l’esordio di San Daniele, ha saputo imporsi a Udine per 93-69 nella tana dell’UBC.

L’avvio del match è stato un’autentico botta e risposta, con il punteggio aggiornato quasi ad ogni attacco ospite e locale (11-11 al 4’).

Alex Mazzariol

L’equilibrio viene rotto grazie ad un miglior approccio difensivo bianco-verde, con Moretti e compagni bravi a concretizzare le numerose palle recuperate dagli sforzi difensivi a tutto campo (30-19 alla prima sirena).

Attenzione e abnegazione di squadra che crescono nel secondo parziale, anche grazie al supporto della percentuale dall’arco, a premiare le fatiche della metà campo difensiva. E quando queste si abbassano, ecco che la solidità a rimbalzo d’attacco di Della Toffola (11 Rimbalzi, di cui 5 in attacco), regala nuovi possessi alla ciurma bianco-verde.

Come spesso accade, l’intervallo (58-35 alla pausa lunga) toglie ritmo ai ragazzi, che hanno bisogno di 4 minuti per rompere il ghiaccio, e ritrovare feeling difensivo e offensivo, con il trio Mazzariol, Ndompetelo, Marcon a capitalizzare possessi importanti per il break decisivo del match (46-79).

L’ultimo quarto resta la nota negativa più eloquente, di cui speriamo i ragazzi facciano tesoro, con un calo della tensione e dell’intensità eccessivo, un vero peccato dopo trenta minuti giocati su buoni livelli.

Non c’è tempo per gongolare, l’asticella torna ad alzarsi vertiginosamente. All’orizzonte ci sono Pall. Trieste e Pallacanestro Tolmezzo.

UBC Udine vs Autoscuola Cordenonese (19-30; 16-28; 11-21; 23-14) 69-93

Autoscuola Cordenonese

Marcon 15, Lomele 12, Ndompetelo 9, Moretti 6, Mazzariol 15, Lucchetta, Della Toffola 15, Valese 3, De Tina 6, Dalmaso 8.

All.re: Celotto

Ass. All.re: Pupulin

Arbitri: Caroli e Fornaro

Semaforo rosso nel primo match stagionale per l’Under 16, nuovamente marchiata Autoscuola Cordenonese, con i ragazzi 2003 impegnati ancora in un percorso di Eccellenza.

L’esordio collinare, nella tana dei Bull Dogs San Daniele, ha rappresentato, in questo momento, uno scoglio troppo arduo da superare per i giovani bianco-verdi. 

Nonostante l’approccio gagliardo dei primi 10’ di gioco (20-14), il divario tecnico, ma soprattutto fisico, è u

scito alla distanza (43-27 all’intervallo lungo). La supremazia in termini di tonnellaggio dei ragazzi di Sgoifo impatta sulla partita nei due quarti centrali, con il trio Fornasiero, Romanin, Londero, a pasteggiare nel pitturato, consentendo ai collinari di allungare sino al 61-38 del trentesimo.

Il saldo negativo palle perse (31), palle recuperate (6), riassume facilmente le difficoltà incontrate da Marcon e soci in questo primo match stagionale. Fortunatamente, il calendario ci riserva 3 partite nell’arco di 7 giorni, per affrontare nuove sfide e competizioni. 

ACLI San Daniele del Friuli – ASD 3S Basket Cordenons (20-14; 23-13; 18-11; 16-17) 77-55

Autoscuola Cordenonese

De Ros 5, Moretti 2, Basso 4, Dalmaso 1, De Tina 5, Portaro 5, Ndompetelo 6, Marcon 8, Mazzariol 7, Lucchetta, Lomele 12.

Arbitri: Caroli e Cornacchini

Lo scorso fine settimana è stato un intenso weekend di basket.

Mentre la prima squadra vinceva in rimonta nel Basket Day del campionato di C silver, trascinata dai giovani del vivaio, un altro gruppo di ragazzi della 3S era impegnato a Conegliano nella quinta edizione del “Memorial Carmine”.

La competizione vedeva scontrarsi 20 formazioni esordienti, arrivate da Veneto, Friuli e Lombardia, divise in quattro gironi.

Nella giornata di sabato iniziamo a giocare alle 16.30 contro lo Spresiano, che per problemi di numeri si presenta con pochi giocatori a referto.

La stanchezza si fa subito sentire e vinciamo la prima partita (2 tempi da 8 minuti) con il punteggio di 10 a 23.

Dopo un veloce riposo, torniamo in campo per sfidare i Buster Verona.

La squadra veronese è formata da tutti atleti di un anno più giovani, quindi non è difficile portare a casa il risultato.

Il calendario prevede che rigiochiamo subito contro i padroni di casa, e qui la storia è completamente diversa.

La partita è molto combattuta e il punteggio rimane sempre vicino alla parità.

Nel finale siamo bravi a contenere il rientro del Conegliano e chiudiamo l’incontro vincendo 20 a 16.

Nelle due ore che ci separano dall’ultima partita della giornata, c’è anche il tempo per un veloce spuntino organizzato dai genitori che hanno seguito in massa la squadra.

Alle 20.30 torniamo in campo contro il Vallata Tarzo, con l’obiettivo di vincere per arrivare primi ed imbattuti nel girone ed evitare la classifica avulsa che ci poteva anche far sprofondare al terzo posto.

Anche questa partita è combattuta, ma rimaniamo lucidi e precisi al tiro vincendo 18 a 8.

La giornata di domenica inizia subito con quella che poteva essere già una semifinale; infatti incontriamo il Basket Osio che è arrivata seconda nel suo girone, perdendo solo contro la corazzata Azzurra Trieste (con la quale poi giocherà la finale del torneo).

Iniziamo bene passando subito in vantaggio e difendendo forte sui grossi atleti bergamaschi, costringendo il coach ospite a chiamare minuto.

Nel secondo periodo gli avversari ci raggiungono e passano in vantaggio.

Nel finale di partita continuiamo a difendere bene, ma non riusciamo a fare canestro e l’incontro si chiude con il punteggio di 16 a 11 per Osio.

Demoralizzati per la mancata occasione, ci trasferiamo nella palestra vicina per giocare contro l’Oderzo Basket.

Qui giochiamo la nostra peggior partita, stanchi e delusi dal precedente risultato, e concediamo da subito all’Oderzo facili canestri.

Nel finale cerchiamo di recuperare il divario che si è creato, ma la nostra rincorsa si chiude sul punteggio di 25 a 24 per gli opitergini.

L’ultima partita ritroviamo il Conegliano con il quale ci giochiamo il settimo posto.

La voglia di vincere almeno una partita nella giornata si fa sentire nell’ultimo periodo di gioco quando, dopo essere stati sotto nel punteggio per quasi tutto l’incontro, rubiamo una serie di palloni che ci consentono di chiudere la due giorni di basket con una vittoria.

Dopo le premiazioni e le foto di rito, rientriamo a casa con uno stretto ma giusto settimo posto e con la voglia di migliorare in vista dei prossimi impegni agonistici.

3S Henry Glass; Avvisato, Baruzzo, Benedet, Bortolus, Dene, De Giorgi, Evans, Furlani, Mucin, Napolitano, Perin, Pitton , Salvadori, Sellan, Spera, Surbone, Ungaro. Allenatore: Rinieri

 

 

Tutto pronto. Mancano solo le 4 palle a due tra i nostri ragazzi, targati ancora una volta Intermek, la grande big Sistema Basket Pordenone, l’ormai consolidata e ambiziosa Vis Spilimbergo e la neopromossa Humus Sacile.

Mai come quest’anno il livello del memorial “Luca Tosoni” è stato cosi elevato. E noi TUTTI non possiamo che esserne felici ed orgogliosi, per portare avanti il ricordo di Luca  nel migliore dei modi, offrendo inoltre la possibilità, alle quattro provinciali che ci rappresenteranno nel campionato di C Silver, di avere un ultimo test in vista dell’imminente inizio di campionato (6 e 7 ottobre, basketday per tutte al palazzetto di Torre).

Il programma

Tutte le gare saranno giocate al Palazzetto dello Sport di Cordenons, via Avellaneda

 

Giovedì

Ore 19.00 – Intermek Cordenons vs Sistema Basket Pordenone

Ore 21.00 – Humus Sacile vs Vis Spilimbergo

Sabato

Ore 19.00 – Semifinale 3°-4° Posto

Ore 21.00 – Finale 1°-2° Posto

 

 

Comincia nel migliore dei modi la stagione agonistica della squadra Esordienti della 3S Basket Cordenons.

Alla prima uscita ufficiale, con la formazione non ancora al completo e con solo due settimane di allenamenti alle spalle, arrivano anche le prime soddisfazioni.

L’evento che ci vede protagonisti è il “3° Torneo Città di Maniago” che si è svolto domenica 16 settembre nella città dei coltelli; si gioca in contemporanea un quadrangolare Esordienti e uno Under 14, con le squadre che si alternano nell’accogliente impianto di via Marco Polo.

Noi entriamo in scena alle ore 11.00, e troviamo ad attenderci il centro minibasket Porcia.

La partita è decisa dal parziale del primo periodo; trascinati da Baruzzo e Furlani, i cordenonesi riescono a produrre un buon gioco di squadra, sfruttando anche le difficoltà a fare canestro della giovane formazione del Porcia.

Le palle rubate dai (fratelli) “gemelli diversi” Perin e Benedet e l’intensità difensiva di Pitton fanno il resto.

La partita si chiude con il successo che ci dà il diritto a giocare la finale contro i padroni di casa del Maniago, che nella prima mattina hanno battuto il Torre.

Dopo il dovuto defaticamento sull’erbetta dei giardini antistanti l’impianto, ci prepariamo per il pranzo organizzato all’interno del palazzetto.

Nel pomeriggio giochiamo la finale, pronti a dare ancora una volta il nostro meglio.

I maniaghesi partono bene, rispondendo canestro su canestro alle buone giocate di Salvadori e compagni, poi un parziale di sei a zero in trenta secondi a nostro favore costringe coach Agosta al time out.

Nel secondo periodo le cose cambiano, con il devastante trio Basso, Bortolus, Surbone che mette fine all’incontro costruendo un discreto vantaggio che ci permette di portare a casa il primo trofeo della stagione.

Ora iniziano i preparativi per il prossimo torneo che giocheremo a Conegliano a inizio ottobre, dove troveremo alcune delle più forti squadre del triveneto.

3S Henry Glass vs Porcia; Baruzzo 6 (3/4 da 2 p.ti), Basso, Benedet 2 (4 Palle Recuperate), Bortolus 3, Costenaro, Furlani 6 (3/3 da 2 p.ti), Perin 2 (4 Palle Recuperate), Pitton (3 Rimbalzi),Salvadori 1, Sellan 2, Spera, Surbone 2, Ungaro.

3S Henry Glass vs Maniago; Baruzzo, Basso 4 (7 Palle Recuperate), Benedet 4, Bortolus 7, Costenaro, Furlani 5, Perin 4, Pitton ,Salvadori 6, Sellan 5, Spera 3 (5 Palle Recuperate), Surbone 8 (8 Rimbalzi, 4 Assist), Ungaro 2.

Allenatore: Rinieri  

L’inizio dei campionati è oramai alle porte. Il tema è sempre d’attualità e si passeggia con cautela in un ambiente delicato come quello del rispetto dei ruoli. Abbiamo trovato e tradotto un interessante articolo (fonte www.basketballforcoaches.com), che offre spunti di rilievo soprattutto per chi sta seduto in panchina e in tribuna.

Buona lettura

Normalmente le squadre hanno un allenatore. Ma si scopre il contrario durante la maggior parte delle partite di pallacanestro giovanile…

Entrando nella palestra più vicina e ascoltando i rumori durante una partita, potresti scoprire come le squadre giovanili, ad oggi, possano avere 8-10 allenatori…

Sfortunatamente, solo uno di questi è quello vero.

L’altro 90% sono genitori, autoproclamatisi a ruolo di assistenti allenatori, che sentono il bisogno di urlare ai giocatori in campo le proprie idee e suggerimenti.

Non fraintendetemi…

Molti di questi genitori hanno le più buone intenzioni.

Credono onestamente di aiutare la prestazione dei propri figli, mentre sbraitano comandi dal loro seggiolino a bordo campo. Ma non lo stanno facendo.

E l’epidemia di genitore-allenatore da bordo campo serve che finisca.

CAPIRE E RISPETTARE I RUOLI AD OGNI PARTITA

Cominciamo dalle basi…

Ci sono 4 ruoli principali ad ogni partita di pallacanestro giovanile:

– L’allenatore

– I giocatori

– Gli arbitri

– Gli spettatori

Ogni persona presente al match può ricoprire solo uno di questi quattro.

  • Se sei il coach, allena la squadra.
  • Se sei un giocatore, gioca la partita.
  • Se sei l’arbitro, dirigi l’incontro.
  • Se sei uno spettatore, guarda la partita.

Suona abbastanza semplice, non credi?

E’ tremendamente importante che ogni persona presente, capisca e rispetti il ruolo che gli è richiesto durante la partita.

LA TUA ESPERIENZA DA GIOCATORE O ALLENATORE E’ IRRILEVANTE!!!

Sfortunatamente, alcuni adulti si sentono titolati nel dare voce alle loro opinioni da bordo campo, se hanno ricoperto un ruolo da allenatore o giocatore di buon livello, dimenticandosi che la loro esperienza, non cambia il ruolo che devono ricoprire.

Nonostante il vissuto, continui ad essere uno spettatore, anche se sei stato un giocatore di alto livello 25 anni fa….

Continui ad essere uno spettatore anche se l’allenatore di tuo figlio\a non ha il tuo livello di esperienza o competenza…

Continui ad essere uno spettatore anche se graviti nel mondo della pallacanestro da 40 anni e sei consapevole e competente  di ciò che stai dicendo…

I genitori, devono capire questo: se non sei l’allenatore della squadra, non hai diritto di allenare da bordo campo.

Anche un allenatore di fama mondiale come Frank Martin segue questo consiglio. (Se non l’hai mai vista, guarda la sua intervista, l’abbiamo pubblicata sulla nostra pagina facebook ASD 3S BASKET CORDENONS qualche mese fa…)

Dopo questo preambolo, di seguito elenchiamo i motivi per cui i comportamenti dei genitori che “allenano” da bordo campo, compromettono la crescita dei giocatori del settore giovanile.

4 RAGIONI PER CUI L’ALLENARE DALLE TRIBUNE DEVE FINIRE

  1. Manda in confusione i giocatori attraverso istruzioni conflittuali.

Mettetevi nei panni dei vostri figli per un minuto….

Prima della gara e durante i timeout, l’allenatore parla alla squadra di strategie e potrebbe dare a ogni singolo atleta specifiche istruzioni e suggerimenti per metterli nelle condizioni di esprimersi al meglio, affinchè la squadra possa aver le migliori possibilità di successo.

Poi, durante la partita, appena i figli entrano in campo, i genitori cominciano a urlare consigli che potrebbero andare in conflitto sia con quanto richiesto dal coach o che col ruolo ricoperto dal ragazzo all’interno della squadra.

Questo mette il ragazzo in un situazione complicata…

  • “Chi devo ascoltare?”
  • “Quale dei due adulti devo rendere felice e quale scontentare (coach o genitore)?”

I giocatori sono obbligati a decidere.

E siccome molti non vogliono essere sgridati sul sedile della macchina mentre tornano a casa, questi ascolteranno e metteranno in pratica i consiglio del genitore, andando contro la strategia della squadra.

Questo porterà ad una performance di basso livello e ad una riduzione minutaggio in campo (non per ripicca del coach, ma per la qualità delle scelte tecniche del ragazzo).

  1. Rubano le opportunità decisionali dei ragazzi.

Imparare come prendere buone scelte in campo passa attraverso l’esperienza di farlo, ed è un passaggio cruciale nello sviluppo cestistico (ma anche fuori dal campo…).

Per darvi un esempio pratico, le scelte da prendere in campo sono:

  • quando passare
  • a chi passare
  • che tipo di passaggio usare
  • quanto forte passare la palla
  • il posto esatto in cui passare la palla.

Quando un genitore urla qualcosa dalle tribune, stà gettando al vento l’opportunità di imparare del giocatore, per esempio gridando: “tira”, “passa a tizio”, “attacca l’area!” e cosi via…

Quando gli adulti “bombardano” i ragazzi di informazione come “fai questo, fai quello,..:” i giocatori inizieranno a fare affidamento maggiormente a questi tipi di imput, anziché sviluppare un proprio pensiero e una propria capacità decisionale.

Invece di fare tutto ciò, i genitori dovrebbero fare un passo indietro e permettere ai loro figli(e a quelli degli altri…) di prendere le loro decisioni.

Questo comprende la possibilità che i ragazzi sbaglino e commettano degli errori.

Ogni atleta, DEVE essere consapevole che non sarà criticato per ogni errore commesso.

Se ogni giocatore sa che verrà sgridato ogni volta che perde una palla, o sbaglia un tiro, il suo livello d’ansia raggiungerà stadi elevati.

Non c’è alternativa, impareranno a prender ottime scelte, solo se saranno “liberi” di sbagliare, imparando dai loro errori.

  1. Indeboliscono l’autorità e il rispetto dell’allenatore.

Se un allenatore è disposto a offrire il proprio tempo (gratis, rimborsato o stipendiato non fa differenza) per istruire tuo figlio o tua figlia, ti preghiamo di lasciarglielo fare.

Un genitore che sbraita dalle tribune rende il lavoro del coach più difficile di quello che già risulta.

Se proprio senti il bisogno di dare voce alle tue opinioni tecniche durante la partita, iscriviti ai corsi, segui i programmi formativi e quindi mettiti a disposizione del club la prossima stagione.

La maggior parte non sono disposti a fare questo.

Preferiscono esprimere la loro opinione senza le responsabilità extra; come ad esempio:

  • arrivare 15 minuti prima dell’allenamento per preparare il campo;
  • trascorrere diverse ore durante la settimana per allenare la squadra;
  • investire tempo per programmare gli allenamenti;
  • ricercare i migliori esercizi per i ragazzi, restando aggiornato;
  • lottare con i ragazzi per insegnar loro il gioco di squadra;
  • ricordarsi le rotazioni durante la partita;
  • ….
  • ….
  • …. Infinito…

Allenare gli sport giovanili, porta via un sacco di tempo e farlo bene è più difficile di come sembra.

Apprezza e rispetta coloro che sono disposti a dedicare il proprio tempo e impegno.

  1. Peggiora il metro arbitrale

Alle volte, capita che dalle tribune, i genitori oltre ai consigli tecnici ai ragazzi facciano dell’altro… alcuni urlano anche in direzione degli arbitri.

Di seguito alcuni aspetti negativi nel fare questo:

a) Stai insegnando a tuo figlio a cercare una scusa

Mentre tuo figlio si accorge che ti lamenti dell’arbitraggio, si sente autorizzato a fare la stessa cosa, anziché andare oltre e pensare alla prossima azione.

b) L’arbitraggio peggiorerà

Con un manipolo di genitori arrabbiati e “ululanti” dalle tribune, puoi stare certo che la qualità del metro arbitrale andrà peggiorando (sono umani anche loro, un cervello, un cuore, due occhi, e non fanno il tifo per nessuna delle due squadre…think about that!!!).

I genitori e anche gli allenatori, devono capire che un arbitro non cambierà mai la propria decisione solo perché urla le proprie ragioni da bordo campo.

Guida con l’esempio e si coerente con la tua visione di rispetto nei confronti di chi arbitra.

I GENITORI DOVREBBERO ESSERE DI SUPPORTO AL COACH

Ti è mai capitato di sentire: “l’allenatore di mio figlio non ha la minima idea di cosa sta facendo!!”

Diamogli ragione, ma solo per il momento…

Forse il coach di tuo figlio\a non azzeccherà tutte le sostituzioni al momento giusto…

Forse il coach non capirà tutti i dettagli delle giocate offensive e difensive degli avversari…

Forse il coach non padroneggerà alla perfezione il gerco tecnico e durante i timeout è un po’ raffazzonato..

Come molti ragazzi, anche il coach stà imparando!

Smettila di aspettarti che il coach di tuo figlio sia perfetto!

Smettila di startene seduto in tribuna scrollando la testa e girando gli occhi… Dobbiamo supportare gli allenatori, soprattutto chi è agli inizi, affinchè maturino esperienza e sviluppino le loro capacità.

Tutti dobbiamo cominciare da qualche parte.

QUINDI, COSA DOVREBBERO FARE I GENITORI?

Il ruolo del genitore, in qualità di spettatore è molto semplice…

Guarda la partita e incoraggia i giocatori in campo.

Guardare la partita non necessita di ulteriori spiegazioni, incoraggiare forse si…

Incoraggiare NON significa:

  • dare consigli tecnici/tattici
  • urlare qualsiasi cosa a giocatori o arbitri
  • soprattutto festeggiare oltre misura.

Significa godersi il match, applaudire e tifare per la squadra.

CONCLUSIONI

Il nocciolo della questione è:

ogni volta che i genitori urlano dalle tribune, rendono l’esperienza di gioco dei ragazzi meno godibile, appagante e divertente.

Non fraintendetemi, il 99% dei genitori sono fantastici. Personalmente, ho avuto pochissimi problemi con i genitori dei ragazzi che ho allenato, e per questo, gli sono grato e riconoscente.

Ma, come in ogni situazine, c’è sempre una mela marcia che avrebbe bisogno di leggere questo…

Genitori che confondono in continuazione i ragazzi dando consigli inutili e non richiesti, imbarazzando i loro figli, festeggiando sopra le righe e lamentandosi, o genitori che rallentano lo sviluppo dei figli, innervosendoli riguardo agli errori che commettono.

Affichè i giovani possano imparare a giocare, i genitori devono far un passo indietro, comprendendo così il loro ruolo. E ricorda…

I tuoi figli non faranno settore giovanile per sempre.

Fai un passo indietro, goditi la partita, e lascia che il coach alleni.

20 agosto 2018

Eccoci!!! Anzi, rieccoci!!! Dopo un’estate di mare, montagna, piscina, relax e tanto gioco, siamo pronti per un’altra bellissima annata di minibasket!!!

Come oramai da tradizione, carburiamo un pò alla volta… con il punto Minibasket, dal 4 al 15 settembre, dove sono tutti i benvenuti, anche gli amici degli amici.

Se hai dubbi, contattaci, altrimenti ci vediamo a settembre per iniziare a divertirci insieme, palloni e canestri non mancheranno, così come l’entusiasmo dei nostri istruttori!!!