Intervista ad Andrea Beretta

7 Marzo 2018

Riportiamo l’intervista al nostro allenatore Andrea Beretta, uscita oggi su Megabasket a cura di Simone Pizioli.

Andrea Beretta: “Cordenons, ottimo ambiente per lavorare”

Il tecnico biancoverde, all’interno di una stagione lunga e dispendiosa in quanto ad energie, fa il punto della situazione sulla sua squadra, con uno sguardo generale al campionato.

Un campionato fin qui in stile montagne russe, discese e risalite prima di trovare un difficile equilibrio. Ad un inizio caratterizzato da buone prestazioni ma privo di vittorie prestigiose con avversari più quotati, è seguito un periodo buio in cui alle sconfitte contro avversari alla portata si sono accompagnati abbandoni ed infortuni. Dalle difficoltà, però, ne è uscito un gruppo coeso che ha rialzato la testa e punta alla conquista dei playoff, un obiettivo a portata di mano che poco tempo fa sembrava una chimera.
Abbiamo incontrato Andrea Beretta, coach dell’Intermek Cordenons, che è ritornato a disposizione dei media.

Stagione non ancora finita ma già ricca di colpi di scena, dall’addio di Cipolla alla risoluzione del contratto con Petrovic. Da quel momento, la decisione societaria del silenzio stampa. Com’è andata?
“In effetti, il lungo silenzio stampa è nato proprio dall’esigenza di tutelare squadra ed ambiente in una stagione che era cominciata con vari problemi. Per non ingenerare dubbi e polemiche si è deciso di non comunicare all’esterno e di risolvere le cose tra di noi. L’abbandono di Cipolla e Petrovic ci ha fatto comunque variare l’assetto tattico tre volte in questa annata e sono contento di come ne siamo usciti”.

Come si classificherà la tua squadra a fine campionato?
“Siamo in corsa per l’ottavo posto ma con un calendario in salita e parecchi impegni a livello giovanile infrasettimanali, con i nostri Under 20 e Under 18 impegnati nella seconda fase. Sono curioso di vedere lo stato di maturazione del nostro roster nelle prossime decisive cinque gare. Sono comunque estremamente soddisfatto se penso che il 16 dicembre eravamo a Trieste per giocare contro il Don Bosco per giocarci uno scontro salvezza, con 6 punti in classifica”.

Chi vedi favorita per il salto di categoria?
“I roster più completi credo siano quelli di Usg e Latisana,  mentre a livello di motivazioni penso che San Daniele e Ubc possano avere una marcia in più, considerato che da anni arrivano fino alla fine. Outsider la Servolana, la più tosta a livello fisico di tutto il lotto”.

La maggior indiziata alla retrocessione?
“E’ prematuro perché per i playout è ancora tutto aperto e Fagagna e Feletto sono squadre giovani e in costante crescita. Mancano ancora 5 giornate e la griglia di partenza è ancora tutta da decidere”.

Fin qui “difesa e sudore” è stato il motto del vostro recupero. Basteranno per il proseguo del campionato?
“Cerchiamo di difendere forte e far giocare tutti i giocatori per non avere problemi di stanchezza e di falli nel finale. Finora questa tattica ha pagato e maschera alcune nostre evidenti lacune tecniche e di organico. Speriamo che i giocatori continuino a crederci al 100%, perché è molto dispendioso”.

Una novità ed una conferma tecnico-tattica che hai riscontrato nella C Silver di quest’anno?
“La conferma è che al vertice della classifica marcatori ci sono sempre degli over 35, cito Palombita, Nanut, Grimaldi su tutti, e quasi tutti guardie, a dimostrazione che questo è un campionato dominato dalle guardie. La novità potrebbe essere rappresentata dal nostro roster con 9 under che mette pressione difensiva per poi correre in contropiede, con ritmi alti tipici di una pallacanestro giovanile più che di un torneo senior”.

Hai già in mente l’ossatura della squadra del prossimo anno?
“Per il prossimo anno dovremo tenere in considerazione le problematiche personali perché a Pordenone non c’è un polo universitario e tanti giocatori emigrano per studiare. Faremo dei colloqui e valuteremo le singole posizioni. Il dato certo è che in questa stagione abbiamo lanciato 9, 10 giocatori giovani e di proprietà e che sarebbe bello poter continuare a lavorare con loro. A Cordenons ci sono dirigenti capaci ed un consiglio solidissimo. Per un allenatore è il top lavorare in questo ambiente”.

 

Simone Pizzioli

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