I ragazzi marchiati Autoscuola Cordenonese, nella fase a orologio, passano dallo scempio in casa contro Ronchi, alla clamorosa rimonta nel derby del Forum.

Con tutta franchezza, decifrare la continuità del gruppo Under 16 Eccellenza è talmente difficile, che ci sarebbero più possibilità ad azzeccare la sestina vincente al Superenalotto.

Venerdì 15 febbraio.

Probabilmente sovraccarichi dai sentimenti di un San Valentino passato da neanche 24 ore, i nostri sciorinano una prestazione al limitedell’indecenza. Lungi da noi sottostimare la bella prova dei nostri avversari, ma la valutazione negativa della serata, non è rivolta al risultato, quanto alle modalità con il quale esso sia scaturito.

Atteggiamento molle, remissivo, rinunciatario.

8/22 ai tiri liberi, 34 palle perse (si giocano 40’…), 6 rimbalzi offensivi catturati e ben 22 concessi ai nostri avversari. Perdere solamente di 11 punti, col senno di poi, probabilmente è stato un vero e proprio miracolo. Tra le statistiche di serata, vanno ricordati gli ZERO allenamenti al completo nelle 3 settimane a disposizione tra fine regular season e inizio fase a orologio.

Autoscuola Cordenonese vs Ronchi BC (16-20; 19-24; 21-20; 15-18) 71-82

 

Giovedì 21 febbraio.

Il derby degli incerottati. Questo potrebbe essere il vero titolo della partita, viste le numerose assenze da ambo le parti. E chi si aspettava una partita per questo meno spettacolare, è rimasto deluso.

Dopo il punteggio bassissimo dell’ottavo minuto (10-13), i ragazzi si surriscaldano, e in due minuti il campo diventa territorio di sparatorie folli, con il tabellone luminoso che lievita sino al 19-23 della prima sirena.

Lomele, Dal Maso e De Ros spingono i bianco-verdi ad un meritato +5 (45-40) alla soglia della pausa lunga, ma tre negligenze mentali vanificano la bontà di quanto fatto. Alla pausa lunga, l’Autoscuola Cordenonese insegue 48-45.

Palamin propizia un primo allungo naoniano, ma Lomele e De Tina rintuzzano dall’arco 55-59 a metà terzo parziale. Sembra tutto scritto per un match perennemente in equilibrio, invece PN mette le mani sul match prepotentemente, chiudendo alla terza sirena su un più che meritato e tranquillo 77-63.

Il canestro di Puntin in apertura del quarto conclusivo, sembra essere la pietra tombale dell’incontro (79-63), avendo ancora ben in mente, la partita contro Ronchi di una settimana prima. Sembra essere  ormai evidente, quanto i ragazzi abbiano la memoria corta…

Fallo e vale di Mazzariol, acrobazia di Portaro, e due furbate di De Ros. In un men che non si dica, bianco-verdi sotto la doppia cifra di svantaggio (81-73 a 6’ dal termine). Timeout PN per rallentare ritmi ed emorragia. Neanche il tempo di rientrare in campo e nel giro di 2’ Cordenons pareggia, ancora con Portaro, e sorpassa, con la tripla di De Ros.

Bot e Palamin non demordono e spingono il team di Silvani al pareggio con 90” da giocare. Qui i ragazzi mettono la ciliegina sulla torta, di un quarto periodo stratosferico (11-31 di parziale), costruendo una diga difensiva che non concede più nulla, e trovando tre canestri consecutivi, chiudono una rimonta incredibile, con per il finale, 88-94.

FIPP vs Autoscuola Cordenonese (19-23; 29-22; 29-18; 11-31) 88-94

Autoscuola Cordenonese

De Ros 19, Basso 4, Dal Maso 17, De Tina 7, Portaro 16, Ndompetelo 6, Mazzariol 8, Pilutti 4, Lomele 13.

All.ri Celotto-Pupulin

 

Una settimana da Dr Jekyll e Mr Hyde per i ragazzi Under 16

Un inizio 2019 sulle montagne russe per De Ros e soci, aperto dalla trasferta udinese, nella tana dell’APU. Contro Micalich e compagni il buon avvio di gara, viene presto vanificato dalla superficialità di numerose giocate (dall’8 a 14 del settimo minuto, al 16 a 14 della prima sirena).

Capitan Marcon (5 punti filati) e Portaro, tentano di rimettere in carreggiata in bianco-verdi, che scivolano sino al meno 7 della pausa lunga, complice una attacco sterile e prevedibile.

Al rientro dagli spogliatoi, Udine è brava a respingere ogni tentativo di rimonta ospite, mettendo in ghiaccio il match con un terrificante 15 a 0 di parziale nei primi 3’ dell’ultimo quarto.

La timida reazione d’orgoglio dei ragazzi Autoscuola Cordenonese, consente nel finale di rendere il passivo più umano.

APU Udine vs Autoscuola Cordenonese (16-14, 16-11, 13-13, 23-20) 68-58

Autoscuola Cordenonse

Bortolus 2, De Ros 5, Basso, Dal Maso, De Tina 3, Portaro 6, Ndompetelo 9, Marcon 9, Lomele 24.

All.ri: Celotto – Pupulin

Dopo appena 3 giorni dalla brutta prestazione in terra udinese, i ragazzi si riscattano con una delle partite migliori della stagione. Ospite in via Avellaneda il Ronchi Basket Club, vittorioso nel match di andata.

giallo-blu cominciano il match imponendo la propria fisicità nei pressi del ferro (leit-motiv di giornata con 25 carambole offensive concesse…), allungando sul 14-22 (dopo 7’).

Canestro di Pilutti (esordio da incorniciare per lui), 5 punti filati di De Tina e un canestro di Mazzariol, consentono ai bianco-verdi di rimediare a più qualche svista difensiva (21-26 al primo break).

Nel secondo parziale, i ragazzi di casa sono bravi ad alzare ulteriormente il ritmo, trovando buone soluzioni sia dal perimetro che in contropiede, propiziando così il primo vero allungo del match (48-39 in spogliatoio).

Ronchi prova a rientrare, ma le iniziative offensive del team del presidente Tosoni sono ben distribuite (6 giocatori in doppia cifra) e all’ultima pausa l’Autoscuola Cordenonese comanda 72-58, toccando addirittura il massimo vantaggio sul +23 (85-62) a metà ultima frazione. All’ultimo sussulto ospite, rispondono Basso e Marcon, che fissano il finale sul 96-79.

Autoscuola Cordenonese vs Ronchi Basket Club (21-26; 27-12; 24-19; 24-21) 96-79
Autoscuola Cordenonese

Bortolus, De Ros 12, Basso 6, Dal Maso 5, De Tina 10, Portaro 12, Ndompetelo 20, Marcon 6, Mazzariol 15, Pilutti 10.

All.ri Celotto – Pupulin

Sul parquet del Don Bosco Trieste, Moretti e compagni tengono sulla corda gli alabardati fino a 4’ dal termine.

Sfida improba per l’ultima giornata del girone di andata Under 16 Eccellenza per la squadra marchiata Autoscuola Cordenonese. Ma esclusi i primi 14’ di puro timore (terrore) reverenziale, vi parleremo di un match giocato e marchiato da un grande spirito di sacrifico. Alla prima sirena la partita sembra già in ghiacciaia (28-12 interno) e il 36 a 15 di metà secondo parziale, sembra indirizzare la contesa verso un’imbarcata di proporzioni epocali.

Accantonata la paura, i bianco-verdi giocano più sciolti in attacco e mordenti in difesa. Lomele e Ndompetelo trovano con continuità la via del canestro e quando De Ros insacca da oltre l’arco la partita trova un senso per entrambe le formazioni (41-30 al 20’).

Il 6-0 cordenonese dei primi minuti di inizio ripresa costringono coach Gilleri a time-out e passaggio a zona. Nonostante qualche passaggio a vuoto offensivo, i ragazzi Autoscuola si spingono sino al -5 di fine quarto, toccando un solo possesso di ritardo sul 59-57 a 8 dalla fine.

Lo sconfinato talento giuliano mette la parola fine al match con 29 punti a bersaglio nel solo ultimo parziale.

Salesiani Don Bosco vs Autoscuola Cordenonese 86-71

Della Toffola 6, De Ros 7, Moretti 2, Basso 4, Dal Maso, De Tina 6, Portaro, Ndompetelo 12, Marcon 3, Mazzariol 11, Lomele 20.

All.ri: Celotto-Pupulin

Basso e soci si riscattano dopo due stop consecutivi, e si impongono nel derby di categoria.

Dopo alcune settimane al quanto opache, serviva una scossa alla truppa 2003, chiamata a redimersi dopo le pessime prestazioni con APU e Ronchi.

Occasione ghiotta per farlo, è stato il match contro il Progetto FIPP, che ha dovuto fermare la propria corsa, al termine di 40’ intensi e combattuti, chiusi sul 78-76 in favore bianco-verde.

Le prime battute di gara sorridono però ai naoniani, che grazie alle incursioni di Colombaro, si portano sul 4-8 a metà parziale.

Lomele e Portaro ristabiliscono prima la parità e poi il primo vantaggio locale, con i ragazzi del presidente Tosoni che allungano sino al 20-13 di fine quarto.

Bastano però due minuti al team di Silvani per rimettere il naso avanti, con un 8 a 0 griffato Bot, che costringe la panchina di casa al time-out.

Andrea De Ros

Rispetto ad altre occasioni, i ragazzi non si abbattono, stringono nuovamente i denti in difesa e alternando buon giocate sia a campo aperto che a difesa schierata, producono il secondo break della partita, fissando il punteggio sul 40-31 della pausa lunga.

Nella ripresa, Puntin e soci restano in scia, e dopo 5’ giocati a botta e risposta, piazzano un parziale di 16-7, che manda la partita ad un ultimo quarto sui binari dell’equilibrio (60-59 interno a 10’ dalla fine).

Tripla e canestro dalla media di De Tina, uniti a un’incursione nel cuore dell’area di Ndompetelo, mandano in paradiso i ragazzi Autoscuola (68-59). Con 7’ sul cronometro, i cordenonesi commettono però il più classico errore di gioventù, alzando le mani dal manubrio troppo presto.

 

Servono quasi 4 giri di lancette per togliere il tappo al canestro dei padroni di casa, con Vianello e Colombaro che nel frattempo ricuciono l’ennesimo svantaggio (73 pari a 38°).

Puntin fissa il +1 dalla lunetta, Marcon gli risponde con la stessa moneta, e dopo una buona difesa di squadra, Ndompetelo sigla il 77-74, poi arrotondato da un libero di Mazzariol. Pordenone nel concitati secondi conclusivi trova il tiro per vittoria, senza però centrare il fondo del secchiello.   

Non c’è tempo per gioire, domenica ci si presenta di fronte all’esame più duro della stagione, sul parquet del Don Bosco Trieste, capolista imbattuta.

 

Autoscuola Cordenonese vs FIPP (20-13; 20-18; 20-28; 18-17) 78-76

Della Toffola 5, De Ros 8, Moretti, Basso, Dal Maso, De Tina 6, Portaro 8, Ndompetelo 9, Marcon 14, Mazzariol 7, Lucchetta 10, Lomele 11.

All.ri: Celotto – Pupulin

Prima affermazione casalinga per la squadra Under 16 Eccellenza, che dopo il tonfo con Pall. Trieste si rialza tra le mura amiche affermandosi 82-58 contro i tolmezzini di Stoch.

Per la qualità ripassare più avanti. Riassumiamo così la W di domenica contro la Pallacanestro Tolmezzo. Team molto interessante dal punto di vista fisico.

Luca Pupulin

I bianco-verdi, dal canto loro non hanno brillato per la qualità del gioco espressa nell’arco dei 40’, lasciando intravedere solo qualche sprazzo di buona pallacaenstro. Onestamente ancora troppo poco. Dopo il grande equilibrio della prima frazione (16-18 ospite), i ragazzi a marchio Autoscuola Cordenonese tentano un primo allungo ad inizio secondo quarto. La fuga viene prontamente bloccata dal timeout carnico (29-24) del 16′ che riesce solamente a tamponare l’emorragia, visto il prodigarsi a tutto campo della difesa 3S. In questo frangente la mole difensiva di squadra viene ricompensata dai canestri di Lucchetta e Mazzariol, che contribuiscono ad allungare sul 43-34 dell’intervallo.

Dopo una ripresa soporifera delle ostilità, Basso e compagni mettono in ghiaccio il match nel terzo parziale, selezionando meglio le scelte e aggiustando la mira.

 

A proposito di mira… 22/58 da 2 e 10/41 da 3 sono statistiche di tiro che costringono la squadra ad un giro doppio al poligono entro il prossimo match, in programma domenica alle 11:00 con l’APU in visita in via Avellaneda.

Autoscuola Cordenonese – Pallacanestro Tolmezzo (16-18; 27-16; 16-8; 23-17) 82-58

De Ros 2, Morertti 4, Basso 9, Dal Maso 3, De Tina 3, Portaro 3, Ndompetelo 8, Marcon 20, Mazzariol 19, Lucchetta 11, Lomele.

All.re: Celotto

Ass. All.re: Pupulin

Arbitri: Colussi / Sellan

Prima in casa dai due volti per l’Autoscuola Cordenonese.

Si sapeva che l’esordio casalingo non sarebbe stato una passeggiata, ed effettivamente, i bianco-rossi di Nocera sono una delle corazzate del campionato dimostrandolo dopo appena qualche minuto di gioco, incrinando l’andamento del match già nel primo quarto, chiuso 15-36.

Riccardo De Tina

Quello che non sapremo mai, è cosa sarebbe potuto succedere se il piglio dei ragazzi di casa fosse stato quello giusto sin dalle battute iniziali. Già, perché anche sul terrificante 45-17 del 14’, i muli non hanno mai mollato di un centimetro, ed è un vero peccato che solo sprofondati nel baratro, i bianco-verdi abbiano reagito di fronte alle difficoltà di affrontare una squadra molto aggressiva, intensa e talentuosa.

Dopo essere stati boxati per un quarto e mezzo, De Tina e soci si sono rimboccati le maniche (33-53 in spogliatoio), arginando le folate avversarie, e trovando più fiducia nel proprio gioco d’attacco.

La pazienza nel cercare soluzioni più equilibrate, ha permesso di alzare le percentuali, rallentando il gioco ospite, riducendo il divario sino al -18 a 13 minuti dalla fine.

Qui due minuti di sciagurata follia (3 perse consecutive), hanno avuto l’effetto di un calcio al secchio dopo aver munto la vacca (47-75 alla terza sirena).

Con la strada dell’imbarcata dietro l’angolo, i ragazzi hanno avuto il merito di lottare per ridurre il gap sul tabellone, strappando l’ultimo quarto ai triestini, mostrando segnali positivi in vista delle prossime due gare casalinghe contro Tolmezzo e APU.

Parola d’ordine CONTINUITA’.

Autoscuola Cordenonese vs Pall. Trieste (15-36; 18-17; 14-22; 15-11) 62-86

De Ros 5, Moretti 4, Basso 3, Dal Maso, De Tina 3, Portaro, Ndompetelo 7, Marcon 13, Mazzariol 8, Lucchetta 8, Lomele 11.

All.re: Celotto

Ass. All.re: Pupulin

Arbitri: Sellan e Bon

Semaforo rosso nel primo match stagionale per l’Under 16, nuovamente marchiata Autoscuola Cordenonese, con i ragazzi 2003 impegnati ancora in un percorso di Eccellenza.

L’esordio collinare, nella tana dei Bull Dogs San Daniele, ha rappresentato, in questo momento, uno scoglio troppo arduo da superare per i giovani bianco-verdi. 

Nonostante l’approccio gagliardo dei primi 10’ di gioco (20-14), il divario tecnico, ma soprattutto fisico, è u

scito alla distanza (43-27 all’intervallo lungo). La supremazia in termini di tonnellaggio dei ragazzi di Sgoifo impatta sulla partita nei due quarti centrali, con il trio Fornasiero, Romanin, Londero, a pasteggiare nel pitturato, consentendo ai collinari di allungare sino al 61-38 del trentesimo.

Il saldo negativo palle perse (31), palle recuperate (6), riassume facilmente le difficoltà incontrate da Marcon e soci in questo primo match stagionale. Fortunatamente, il calendario ci riserva 3 partite nell’arco di 7 giorni, per affrontare nuove sfide e competizioni. 

ACLI San Daniele del Friuli – ASD 3S Basket Cordenons (20-14; 23-13; 18-11; 16-17) 77-55

Autoscuola Cordenonese

De Ros 5, Moretti 2, Basso 4, Dalmaso 1, De Tina 5, Portaro 5, Ndompetelo 6, Marcon 8, Mazzariol 7, Lucchetta, Lomele 12.

Arbitri: Caroli e Cornacchini

L’inizio dei campionati è oramai alle porte. Il tema è sempre d’attualità e si passeggia con cautela in un ambiente delicato come quello del rispetto dei ruoli. Abbiamo trovato e tradotto un interessante articolo (fonte www.basketballforcoaches.com), che offre spunti di rilievo soprattutto per chi sta seduto in panchina e in tribuna.

Buona lettura

Normalmente le squadre hanno un allenatore. Ma si scopre il contrario durante la maggior parte delle partite di pallacanestro giovanile…

Entrando nella palestra più vicina e ascoltando i rumori durante una partita, potresti scoprire come le squadre giovanili, ad oggi, possano avere 8-10 allenatori…

Sfortunatamente, solo uno di questi è quello vero.

L’altro 90% sono genitori, autoproclamatisi a ruolo di assistenti allenatori, che sentono il bisogno di urlare ai giocatori in campo le proprie idee e suggerimenti.

Non fraintendetemi…

Molti di questi genitori hanno le più buone intenzioni.

Credono onestamente di aiutare la prestazione dei propri figli, mentre sbraitano comandi dal loro seggiolino a bordo campo. Ma non lo stanno facendo.

E l’epidemia di genitore-allenatore da bordo campo serve che finisca.

CAPIRE E RISPETTARE I RUOLI AD OGNI PARTITA

Cominciamo dalle basi…

Ci sono 4 ruoli principali ad ogni partita di pallacanestro giovanile:

– L’allenatore

– I giocatori

– Gli arbitri

– Gli spettatori

Ogni persona presente al match può ricoprire solo uno di questi quattro.

  • Se sei il coach, allena la squadra.
  • Se sei un giocatore, gioca la partita.
  • Se sei l’arbitro, dirigi l’incontro.
  • Se sei uno spettatore, guarda la partita.

Suona abbastanza semplice, non credi?

E’ tremendamente importante che ogni persona presente, capisca e rispetti il ruolo che gli è richiesto durante la partita.

LA TUA ESPERIENZA DA GIOCATORE O ALLENATORE E’ IRRILEVANTE!!!

Sfortunatamente, alcuni adulti si sentono titolati nel dare voce alle loro opinioni da bordo campo, se hanno ricoperto un ruolo da allenatore o giocatore di buon livello, dimenticandosi che la loro esperienza, non cambia il ruolo che devono ricoprire.

Nonostante il vissuto, continui ad essere uno spettatore, anche se sei stato un giocatore di alto livello 25 anni fa….

Continui ad essere uno spettatore anche se l’allenatore di tuo figlio\a non ha il tuo livello di esperienza o competenza…

Continui ad essere uno spettatore anche se graviti nel mondo della pallacanestro da 40 anni e sei consapevole e competente  di ciò che stai dicendo…

I genitori, devono capire questo: se non sei l’allenatore della squadra, non hai diritto di allenare da bordo campo.

Anche un allenatore di fama mondiale come Frank Martin segue questo consiglio. (Se non l’hai mai vista, guarda la sua intervista, l’abbiamo pubblicata sulla nostra pagina facebook ASD 3S BASKET CORDENONS qualche mese fa…)

Dopo questo preambolo, di seguito elenchiamo i motivi per cui i comportamenti dei genitori che “allenano” da bordo campo, compromettono la crescita dei giocatori del settore giovanile.

4 RAGIONI PER CUI L’ALLENARE DALLE TRIBUNE DEVE FINIRE

  1. Manda in confusione i giocatori attraverso istruzioni conflittuali.

Mettetevi nei panni dei vostri figli per un minuto….

Prima della gara e durante i timeout, l’allenatore parla alla squadra di strategie e potrebbe dare a ogni singolo atleta specifiche istruzioni e suggerimenti per metterli nelle condizioni di esprimersi al meglio, affinchè la squadra possa aver le migliori possibilità di successo.

Poi, durante la partita, appena i figli entrano in campo, i genitori cominciano a urlare consigli che potrebbero andare in conflitto sia con quanto richiesto dal coach o che col ruolo ricoperto dal ragazzo all’interno della squadra.

Questo mette il ragazzo in un situazione complicata…

  • “Chi devo ascoltare?”
  • “Quale dei due adulti devo rendere felice e quale scontentare (coach o genitore)?”

I giocatori sono obbligati a decidere.

E siccome molti non vogliono essere sgridati sul sedile della macchina mentre tornano a casa, questi ascolteranno e metteranno in pratica i consiglio del genitore, andando contro la strategia della squadra.

Questo porterà ad una performance di basso livello e ad una riduzione minutaggio in campo (non per ripicca del coach, ma per la qualità delle scelte tecniche del ragazzo).

  1. Rubano le opportunità decisionali dei ragazzi.

Imparare come prendere buone scelte in campo passa attraverso l’esperienza di farlo, ed è un passaggio cruciale nello sviluppo cestistico (ma anche fuori dal campo…).

Per darvi un esempio pratico, le scelte da prendere in campo sono:

  • quando passare
  • a chi passare
  • che tipo di passaggio usare
  • quanto forte passare la palla
  • il posto esatto in cui passare la palla.

Quando un genitore urla qualcosa dalle tribune, stà gettando al vento l’opportunità di imparare del giocatore, per esempio gridando: “tira”, “passa a tizio”, “attacca l’area!” e cosi via…

Quando gli adulti “bombardano” i ragazzi di informazione come “fai questo, fai quello,..:” i giocatori inizieranno a fare affidamento maggiormente a questi tipi di imput, anziché sviluppare un proprio pensiero e una propria capacità decisionale.

Invece di fare tutto ciò, i genitori dovrebbero fare un passo indietro e permettere ai loro figli(e a quelli degli altri…) di prendere le loro decisioni.

Questo comprende la possibilità che i ragazzi sbaglino e commettano degli errori.

Ogni atleta, DEVE essere consapevole che non sarà criticato per ogni errore commesso.

Se ogni giocatore sa che verrà sgridato ogni volta che perde una palla, o sbaglia un tiro, il suo livello d’ansia raggiungerà stadi elevati.

Non c’è alternativa, impareranno a prender ottime scelte, solo se saranno “liberi” di sbagliare, imparando dai loro errori.

  1. Indeboliscono l’autorità e il rispetto dell’allenatore.

Se un allenatore è disposto a offrire il proprio tempo (gratis, rimborsato o stipendiato non fa differenza) per istruire tuo figlio o tua figlia, ti preghiamo di lasciarglielo fare.

Un genitore che sbraita dalle tribune rende il lavoro del coach più difficile di quello che già risulta.

Se proprio senti il bisogno di dare voce alle tue opinioni tecniche durante la partita, iscriviti ai corsi, segui i programmi formativi e quindi mettiti a disposizione del club la prossima stagione.

La maggior parte non sono disposti a fare questo.

Preferiscono esprimere la loro opinione senza le responsabilità extra; come ad esempio:

  • arrivare 15 minuti prima dell’allenamento per preparare il campo;
  • trascorrere diverse ore durante la settimana per allenare la squadra;
  • investire tempo per programmare gli allenamenti;
  • ricercare i migliori esercizi per i ragazzi, restando aggiornato;
  • lottare con i ragazzi per insegnar loro il gioco di squadra;
  • ricordarsi le rotazioni durante la partita;
  • ….
  • ….
  • …. Infinito…

Allenare gli sport giovanili, porta via un sacco di tempo e farlo bene è più difficile di come sembra.

Apprezza e rispetta coloro che sono disposti a dedicare il proprio tempo e impegno.

  1. Peggiora il metro arbitrale

Alle volte, capita che dalle tribune, i genitori oltre ai consigli tecnici ai ragazzi facciano dell’altro… alcuni urlano anche in direzione degli arbitri.

Di seguito alcuni aspetti negativi nel fare questo:

a) Stai insegnando a tuo figlio a cercare una scusa

Mentre tuo figlio si accorge che ti lamenti dell’arbitraggio, si sente autorizzato a fare la stessa cosa, anziché andare oltre e pensare alla prossima azione.

b) L’arbitraggio peggiorerà

Con un manipolo di genitori arrabbiati e “ululanti” dalle tribune, puoi stare certo che la qualità del metro arbitrale andrà peggiorando (sono umani anche loro, un cervello, un cuore, due occhi, e non fanno il tifo per nessuna delle due squadre…think about that!!!).

I genitori e anche gli allenatori, devono capire che un arbitro non cambierà mai la propria decisione solo perché urla le proprie ragioni da bordo campo.

Guida con l’esempio e si coerente con la tua visione di rispetto nei confronti di chi arbitra.

I GENITORI DOVREBBERO ESSERE DI SUPPORTO AL COACH

Ti è mai capitato di sentire: “l’allenatore di mio figlio non ha la minima idea di cosa sta facendo!!”

Diamogli ragione, ma solo per il momento…

Forse il coach di tuo figlio\a non azzeccherà tutte le sostituzioni al momento giusto…

Forse il coach non capirà tutti i dettagli delle giocate offensive e difensive degli avversari…

Forse il coach non padroneggerà alla perfezione il gerco tecnico e durante i timeout è un po’ raffazzonato..

Come molti ragazzi, anche il coach stà imparando!

Smettila di aspettarti che il coach di tuo figlio sia perfetto!

Smettila di startene seduto in tribuna scrollando la testa e girando gli occhi… Dobbiamo supportare gli allenatori, soprattutto chi è agli inizi, affinchè maturino esperienza e sviluppino le loro capacità.

Tutti dobbiamo cominciare da qualche parte.

QUINDI, COSA DOVREBBERO FARE I GENITORI?

Il ruolo del genitore, in qualità di spettatore è molto semplice…

Guarda la partita e incoraggia i giocatori in campo.

Guardare la partita non necessita di ulteriori spiegazioni, incoraggiare forse si…

Incoraggiare NON significa:

  • dare consigli tecnici/tattici
  • urlare qualsiasi cosa a giocatori o arbitri
  • soprattutto festeggiare oltre misura.

Significa godersi il match, applaudire e tifare per la squadra.

CONCLUSIONI

Il nocciolo della questione è:

ogni volta che i genitori urlano dalle tribune, rendono l’esperienza di gioco dei ragazzi meno godibile, appagante e divertente.

Non fraintendetemi, il 99% dei genitori sono fantastici. Personalmente, ho avuto pochissimi problemi con i genitori dei ragazzi che ho allenato, e per questo, gli sono grato e riconoscente.

Ma, come in ogni situazine, c’è sempre una mela marcia che avrebbe bisogno di leggere questo…

Genitori che confondono in continuazione i ragazzi dando consigli inutili e non richiesti, imbarazzando i loro figli, festeggiando sopra le righe e lamentandosi, o genitori che rallentano lo sviluppo dei figli, innervosendoli riguardo agli errori che commettono.

Affichè i giovani possano imparare a giocare, i genitori devono far un passo indietro, comprendendo così il loro ruolo. E ricorda…

I tuoi figli non faranno settore giovanile per sempre.

Fai un passo indietro, goditi la partita, e lascia che il coach alleni.

Trasferta e gita fuori porta per la compagine Under 16 eccellenza nella giornata di Mercoledì 1 novembre, impegnata al Torneo di Vittorio Veneto, insieme a Torre, Porcia e alla squadra di casa allenata da Zarko Banjac.
Nel primo incontro, giocato in 8 a causa di alcuni infortuni, Casara e compagni hanno sconfitto i cugini del Torre, in tre tempi da 7 minuti ciascuno grazie agli ultimi due quarti in cui una efficace difesa, assente nel primo periodo, ha consentito di avere maggiori possessi finalizzati da alcuni contropiedi. Punteggio 37-15 e finale del pomeriggio ipotecata, contro Vittorio Veneto che ha avuto la meglio sul team purliliese.

Perso Colombo e rimasti in 7, è stata da dimenticare la pessima partenza. Subito sotto 10-2, c’è voluto un energico time out per avere la reazione sul campo da parte di Palena e soci che, appena hanno iniziato a difendere di squadra e ad attaccare in modo ragionato, hanno immediatamente scavato un solco nel punteggio che i padroni di casa non hanno saputo più colmare.
Con una formazione largamente rimaneggiata, è poi subentrata la prevedibile stanchezza ma il break del terzo quarto è stato sufficiente per portare in porto la vittoria.
Un buon allenamento, quindi, in vista della partita di domenica prossima, palla a due alle 11.30, quando in Via Avellaneda arriverà la formazione del Don Bosco Trieste.
3S Basket Cordenons-Torre 37-15 (7-8; 21-10)
3S: Rinieri, Bravin 1, Palena 2, Bot 2, Casara 13, Colombo 8, Corazza 11, Basso. All. Beretta
Vittorio Veneto-3S Basket Cordenons 45-76 (17-13; 25-32; 38-52)
3S: Rinieri 4, Bravin 18, Palena 10, Bot 9, Casara 15, Corazza 16, Basso 4. All. Beretta
Simone Pizzioli

La società è lieta di invitare famiglie ed atleti, ma anche simpatizzanti ed amici, all’incontro che si terrà sabato 23 settembre alle ore 17.00, presso il palazzetto dello sport di Cordenons, le cui tematiche riguarderanno il regolamento del gioco nonché il ruolo dell’arbitro nel contesto della partita. L’obiettivo che ci si pone è quello di approfondire la conoscenza delle regole del gioco, per noi, più bello del mondo, che tende a mutare sensibilmente anno dopo anno. Se per poter stare dentro il rettangolo 28×15 o sedere su una panchina è fuori discussione che sia fondamentale se non indispensabile conoscere il regolamento, riteniamo possa essere altrettanto importante per chi siede in tribuna.

La squadra sportiva non è veramente completa se non può contare sul gruppo dei suoi primi sostenitori, la squadra dei genitori

 

Tratto da Genitori a bordo campo di R. Mauri