Il 90 a 75 finale non rispecchia appieno l’andamento di una gara equilibrata e combattuta, vinta di tenacia nel finale.

Match da piani alti in via Avellaneda, con la Falconstar imbattuta, ospite dei bianco-verdi per la settima giornata di andata, Under 18 Gold.

Inizio sprint per i boys di casa, che a metà parziale, comandano 11-5, nonostante percentuali ai liberi al quanto ergastolane. Il primo siluro di Soncin accorcia per i biancorossi, ma il 12 a 5 di break negli ultimi due minuti, regala il 30 a 18 a fine quarto. Riparte sù di giri il motore cordenonese, con Da Pieve e Biason in evidenza, ma è ancora Soncin da oltre l’arco a tenere in scia i cantierini, che alla pausa di metà incontro inseguono sul 40-31. Mea culpa obbligatorio per Valenti e soci, poco cinici nel capitalizzare i numerosi sforzi difensivi.

Monfalcone ne approfitta, e nonostante 3 minuti di sparatorie da FarWest, con gli attacchi sempre a bersaglio (48-35 nel frangente), i ragazzi di coach Franco, lenti ma inesorabili, riaprono il match, impattando sul 55 pari a 11’ dal termine, con Palena (anche 8 rimbalzi e 5 assist) bravo a fil di sirena a sparigliare il punteggio (57-55). Diventa una sfida di nervi, con entrambe le formazioni brave a rispondersi colpo su colpo (63-63 a metà ultimo quarto). Negli ultimi 3 minuti, registrata la fase difensiva, Rossit (7 Rimbalzi di cui 5 offensivi), Casara e Curtarelli (12 punti nell’ultimo periodo), trovano i canestri decisivi per mettere al sicuro il risultato.

In una serata rovente, il gruppo ha risposto presente di fronte alle difficoltà di un avversario tosto e combattivo, sopperendo all’assenza di inizio match di Beretta, oltre all’infortunio di Biason (in bocca al lupo al naso di Jack!!!).

L’allerta meteo si sposta verso la linea della carità. Un’altra serata appena sopra il 50% (13/25) non può che far suonare più di qualche campanello d’allarme.

Sport Fisio Hub vs Falconstar (30-18; 10-13; 17-24; 33-20) 90-75

Colombo 7, Da Pieve 10, Palena 18, Rossit 12, Valenti, Marcon 2, Curtarelli 12, De Ros, Biason 8, Casara 21.

All.ri: Celotto-Pontani

Prestazione sotto tono per Colombo e compagni, che colgono il terzo successo di fila nonostante una gara poco brillante.

Seconda trasferta in due giorni per l’Under 18 Sport Fisio Hub, di scena sul parquet codroipese per l’anticipo della settima giornata. Una partita non proprio esaltante, iniziata con enormi difficoltà nella metà offensiva (8-2 al terzo minuto) e proseguita sui binari delle basse percentuali al tiro. 8 punti di Biason e 5 di Valenti propiziano il +10 della prima sirena (14-24). Ma è un fuoco di paglia. La verve dei

Matteo Valenti #12

padroni di casa tiene viva la contesa, che alla pausa lunga vede il tabellone luminoso sul 26-38. Bisogna attendere la terza frazione per avere una risposta dal campo. Capitan Rossit e soci (ri)trovano intensità difensiva, tramutata in buone soluzioni a tutto campo, e maggior precisione nei pressi del ferro. Sei punti consecutivi di Beretta (8 Rimbalzi e 3 Assist), Colombo e Palena danno il massimo vantaggio di giornata (40-66 a metà ultima frazione) chiudendo definitivamente la partita.

24 palle perse, meno del 50% da due, e uno 0 tondo nella casella dei centri da oltre l’arco, che ricorda molto l’interesse di un conto bancario, sono i numeri horror di un match che difficilmente verrà inserito negli annali del gioco.

Poco male, maniche rimboccate, perché martedì arriva in via Avellaneda una Falconstar ancora imbattuta, allenata dalla vecchia conoscenza in canotta bianco-verde Matteo Franco.

ADP Codroipese vs Sport Fisio Hub (14-24; 12-14; 14-22; 9-14) 49-74

Sport Fisio Hub

Colombo 5, Da Pieve 2, Palena 5, Rossit 12, Valenti 7, Marcon 4, Curtarelli 6, Biason 15, Casara 7, Beretta 11.

All.ri: Celotto-Pontani

I ragazzi della Sport Fisio Hub portano a casa i due punti tra alti e bassi.

L’intermittenza delle prime luci natalizie deve aver contagiato (in negativo) anche i nostri ragazzi Under 18, che alla sesta giornata del campionato hanno fatto visita al Basket 4 Trieste.

Domenico Palena #8

Dopo un primo quarto caratterizzato da grande equilibrio (18 pari alla prima sirena), Rossit e soci tentano una prima fuga, propiziata dai canestri di Casara e un positivo Marcon. Alla risposta triestina, controbatte la coppia Biason-Valenti che consente di andare in spogliatoio su un rassicurante +11 (38-27) e un buon bagaglio a mano di recriminazioni.  Già, perché nonostante le percentuali non felicissime (1/15 da 3 punti all’intervallo) i bianco-verdi hanno lasciato per strada almeno 4/5 conclusioni al ferro che avrebbero consentito un allungo diverso…

I bianco-rossi, approfittando di una ripresa ospite non felicissima tentano il riaggancio, ma la prima fiammata offensiva di Palena (3/4 da 2 e 2/2 da 3) li ricaccia a debita distanza, peccato che sul + 13 (51-38) firmato Colombo, si spengano le luci dall’albero cordenonese. 6 lunghi minuti di digiuno offensivo, rotti ancora una volta dai canestri dalla media dell’8 bianco-verde, seguito da Rossit e Casara, con ancora Biason a chiudere un break (65-46 a a 3 dalla fine) che mette il lucchetto al match, indirizzandolo verso la strada di casa.

In una serata non felicissima (EUFEMISMO) al tiro, i ragazzi hanno risposto presente in altre voci dello scout, distribuendo, ancora una volta, minutaggi e responsabilità. Nenache il tempo di tornare a casa che siamo nuovamente sul parquet per preparare la gara di domani. Giovedì 06/12, palla a due a Codroipo 17.50 .

Basket 4 TS vs Sport Fisio Hub 57-68 (18-18; 9-20; 17-13; 13-17)

Sport Fisio Hub

Colombo 4, Da Pieve 4, Palena 12, Rossit 7, Valenti 4, Marcon 5, Curtarelli, Biason 8, Casara 20, Beretta 4.

All.ri: Celotto-Pontani

 

 

Ritorno tra le mura amiche dopo la deludente trasferta di Muggia per l’Under 18, che alla lunga trova il successo contro il DOM Gorizia.

 

Quinta giornata di andata per il campionato Under 18 Gold, con i ragazzi Sport Fisio Hub chiamati al riscatto dopo la cocente sconfitta rivierasca di 7 giorni fa. Avversario di turno un DOM Gorizia ancora fermo al palo in classifica, ma che sin dalle prime battute del match fa valere fisicità nel pitturato trovando spesso seconde occasioni di tiro (19 rimbalzi offensivi nel match).

Nel 22 a 15 di fine parziale, c’è la firma di ben 8 bianco-verdi già a referto, segno di una positiva distribuzione delle responsabilità offensive. I ragazzi del presidente Tosoni tentano un primo allungo sul 38-24 a 3’ dalla pausa lunga, ma Trobini e Komic tengono in scia gli ospiti (40-31).

La ripresa è un botta e risposta tra gli attacchi, che trovano la via del canestro con facilità e continuità, fino a metà frazione, quando tre siluri filati di Casara, Curtarelli e Palena rompono definitivamente l’equilibrio (77-51 alla penultima sirena).

Valenti e Beretta danno il massimo vantaggio della gara ai bianco-verdi con altri due centri dalla lunga (83-55) e nonostante il DOM non alzi mai bandiera bianca, Rossit e soci amministrano il vantaggio fino al 40’.

Sport Fisio Hub vs DOM Gorizia 93-68 (22-15; 20-16; 25-20; 16-17)

Sport Fisio Hub

Colombo 8, Da Pieve 2, Palena 11, Rossit 6, Valenti 5, Curtarelli 10, De Ros 2, Biason 20, Casara 20, Beretta 9.

All.ri: Celotto – Santarossa

 

La Sport Fisio Hub comanda per 39’ e 40” sul parquet rivierasco, salvo farsi raggiungere e superare all’ultimo respiro.

Trasferta insidiosa doveva essere e insidiosa è stata. L’8 a 0 iniziale, firmato dal trio Da Pieve, Rossit, Casara, sembra spalancare le porte ad una serata in discesa. La risposta dei blu di casa non si fa attendere, e arriva con canestri nel cuore dell’area e scorribande a tutto campo (18-22 ospite alla prima pausa).

Al rientro dalla mini-pausa, la difesa sale di tono, e anche l’attacco alla zona muggesana trova buone soluzioni, e diversi protagonisti, permettendo un break importante, fino al 39 a 26 dell’intervallo.

Il trend si infrange nostro malgrado, al rientro dagli spogliatoi. Superficialità in alcuni dettagli, la sensazione di restare avanti nel punteggio, senza mai avere il controllo definitivo del match, tengono la partita viva a 10 dall’ultima sirena (50-57).

Parziale e contro parziale, caratterizzano anche l’ultima frazione, con l’Interclub Muggia che trova il primo vantaggio sul 71-70 a 21” dalla fine. Time-out bianco-verde e canestro immediato sugli sviluppi della rimessa 71-72. Pronta risposta di Lavince che su rimbalzo d’attacco insacca il nuovo +1. L’ultimo tentativo di Curtarelli, ben costruito dalla squadra, si infrange sul ferro, lasciando il referto rosa in riva all’Adriatico.

In una serata non particolarmente felice al tiro, fa urlare di rabbia il 12/22 ai tiri liberi…

Niente drammi. Alcune riflessioni. Si torna in palestra, unica medicina in questi casi, con appuntamento fissato per Giovedì 29, ore 20:30 palazzetto. Palla a due con il DOM Gorizia.

Interclub Muggia vs Sport Fisio Hub 73-72

Colombo 6, Da Pieve 7, Palena, Rossit 11, Valenti, Marcon, Curtarelli 11, De Ros 2, Biason 17, Casara 15, Beretta 3.

All.ri: Celotto-Pontani

Prestazione balistica di rilievo per Rossit e compagni, prolifici su entrambi i lati del campo.

Prima gara casalinga per la formazione marchiata Sport Fisio Hub, capace di imporsi con un rotondissimo 116 a 65 su una Pallacanestro Portogruaro imbattutasi in una serata al quanto ispirata di Beretta e compagni.

Passano pochi minuti nel primo quarto e coach Tison deve arrestare la corsa dei padroni di casa con untime-out (10-2). L’esito è estremamente positivo, e produce un controbreak veneto che riapre all’equilibrio, ma tre canestri da oltre l’arco, unite a una difesa salita di tono chiudono il parziale sul palindromo 31-13.

Cambiano gli interpreti, ma non il la produttività, e nonostante una seconda frazione da 19 punti subiti, l’attacco macina buone scelte ad altissima percentuale, come recita il tabellone dell’intervallo 59-32.

Con la partita virtualmente chiusa, i ragazzi sono bravi a non avere cali di concentrazione e rendimento, ottimizzando l’occasione di stare in campo, continuando a giocare ad alti ritmi. Tutti e dieci a referto di cui sette in doppia cifra, un saldo positivo tra perse e recuperate, 12/24 da 3, 34/53 da 2. Una serata particolarmente speciale per tutta la squadra.

Ci si rituffa nel quotidiano in palestra, per continuare a crescere e preparare al meglio l’insidiosa trasferta di Muggia.

Sport Fisio Hub

Colombo 19, Da Pieve 10, Palena 11, Rossit 10, Bravin 17, Valenti 5, Curtarelli 12, Biason 20, Casara 9, Beretta 3.

All.ri: Celotto – Pontani

Tra formule di campionato riviste, e incredibili rinvii per le condizioni meteo, la formazione Under 18 ha FINALMENTE iniziato il suo cammino, e lo ha fatto nel migliore dei modi.

Dolce battesimo, sia per i primi due punti incamerati, che per l’esordio del nuovo sponsor, Sport Fisio Hub. E si che l’inizio del match non è stato dei più felici. Dopo il 6 pari di metà frazione, i ragazzi di Ciman e Nonis tentano e trovano un primo allungo, 22-13 alla sirena del 10’.

L’emorragia bianco-verde non si placa, e i padroni di casa ne approfittano incrementando sino al massimo vantaggio (32-17) dopo 15’ di gioco. L’inerzia cambia, grazie ad una ri-Trovata verve difensiva e a due centri a testa della coppia Palena-Biason, grazie ai quali i ragazzi del presidente Tosoni ricuciono  il gap e mettono addirittura il naso avanti.

Vantaggio talmente effimero che dura meno di un giro di lancette, ennesima tripla di McCarnick e tutti in spogliatoio sul 39-37 bianco-rosso.

Usciti dagli spogliatoi, è nuovamente una fiammata di McCarnick (bomba + layup) a garantire linfa vitale per San Vito. Ma è un fuoco di paglia. Da Pieve e soci si rimettono in moto. Riaffiorano attenzione e intensità difensiva, e la zona avversaria diventa un NON problema.

Nel frangente, Biason e Casara trovano la via del canestro con continuità (50-62 alla terza sirena), mentre i canestri di Bravin e Rossit mettono in ghiaccio il risultato nel quarto parziale.

Torniamo a casa con due note estremamente positive.

1) Finalmente è iniziato il campionato.

2) E’ arrivata una vittoria non bella per gli esteti del gusto, ma costruita con la fatica del gruppo.

Ci sono margini.

San Vito vs Sport Fisio Hub 57-81 (22-13; 17-24; 11-25; 7-19)

Colombo, Da Pieve 2, Palena 6, Rossit 13, Bravin 12, Valenti 9, Marcon 2, Curtarelli, Biason 20, Casara 17.

All.re: Celotto-Pontani

L’inizio dei campionati è oramai alle porte. Il tema è sempre d’attualità e si passeggia con cautela in un ambiente delicato come quello del rispetto dei ruoli. Abbiamo trovato e tradotto un interessante articolo (fonte www.basketballforcoaches.com), che offre spunti di rilievo soprattutto per chi sta seduto in panchina e in tribuna.

Buona lettura

Normalmente le squadre hanno un allenatore. Ma si scopre il contrario durante la maggior parte delle partite di pallacanestro giovanile…

Entrando nella palestra più vicina e ascoltando i rumori durante una partita, potresti scoprire come le squadre giovanili, ad oggi, possano avere 8-10 allenatori…

Sfortunatamente, solo uno di questi è quello vero.

L’altro 90% sono genitori, autoproclamatisi a ruolo di assistenti allenatori, che sentono il bisogno di urlare ai giocatori in campo le proprie idee e suggerimenti.

Non fraintendetemi…

Molti di questi genitori hanno le più buone intenzioni.

Credono onestamente di aiutare la prestazione dei propri figli, mentre sbraitano comandi dal loro seggiolino a bordo campo. Ma non lo stanno facendo.

E l’epidemia di genitore-allenatore da bordo campo serve che finisca.

CAPIRE E RISPETTARE I RUOLI AD OGNI PARTITA

Cominciamo dalle basi…

Ci sono 4 ruoli principali ad ogni partita di pallacanestro giovanile:

– L’allenatore

– I giocatori

– Gli arbitri

– Gli spettatori

Ogni persona presente al match può ricoprire solo uno di questi quattro.

  • Se sei il coach, allena la squadra.
  • Se sei un giocatore, gioca la partita.
  • Se sei l’arbitro, dirigi l’incontro.
  • Se sei uno spettatore, guarda la partita.

Suona abbastanza semplice, non credi?

E’ tremendamente importante che ogni persona presente, capisca e rispetti il ruolo che gli è richiesto durante la partita.

LA TUA ESPERIENZA DA GIOCATORE O ALLENATORE E’ IRRILEVANTE!!!

Sfortunatamente, alcuni adulti si sentono titolati nel dare voce alle loro opinioni da bordo campo, se hanno ricoperto un ruolo da allenatore o giocatore di buon livello, dimenticandosi che la loro esperienza, non cambia il ruolo che devono ricoprire.

Nonostante il vissuto, continui ad essere uno spettatore, anche se sei stato un giocatore di alto livello 25 anni fa….

Continui ad essere uno spettatore anche se l’allenatore di tuo figlio\a non ha il tuo livello di esperienza o competenza…

Continui ad essere uno spettatore anche se graviti nel mondo della pallacanestro da 40 anni e sei consapevole e competente  di ciò che stai dicendo…

I genitori, devono capire questo: se non sei l’allenatore della squadra, non hai diritto di allenare da bordo campo.

Anche un allenatore di fama mondiale come Frank Martin segue questo consiglio. (Se non l’hai mai vista, guarda la sua intervista, l’abbiamo pubblicata sulla nostra pagina facebook ASD 3S BASKET CORDENONS qualche mese fa…)

Dopo questo preambolo, di seguito elenchiamo i motivi per cui i comportamenti dei genitori che “allenano” da bordo campo, compromettono la crescita dei giocatori del settore giovanile.

4 RAGIONI PER CUI L’ALLENARE DALLE TRIBUNE DEVE FINIRE

  1. Manda in confusione i giocatori attraverso istruzioni conflittuali.

Mettetevi nei panni dei vostri figli per un minuto….

Prima della gara e durante i timeout, l’allenatore parla alla squadra di strategie e potrebbe dare a ogni singolo atleta specifiche istruzioni e suggerimenti per metterli nelle condizioni di esprimersi al meglio, affinchè la squadra possa aver le migliori possibilità di successo.

Poi, durante la partita, appena i figli entrano in campo, i genitori cominciano a urlare consigli che potrebbero andare in conflitto sia con quanto richiesto dal coach o che col ruolo ricoperto dal ragazzo all’interno della squadra.

Questo mette il ragazzo in un situazione complicata…

  • “Chi devo ascoltare?”
  • “Quale dei due adulti devo rendere felice e quale scontentare (coach o genitore)?”

I giocatori sono obbligati a decidere.

E siccome molti non vogliono essere sgridati sul sedile della macchina mentre tornano a casa, questi ascolteranno e metteranno in pratica i consiglio del genitore, andando contro la strategia della squadra.

Questo porterà ad una performance di basso livello e ad una riduzione minutaggio in campo (non per ripicca del coach, ma per la qualità delle scelte tecniche del ragazzo).

  1. Rubano le opportunità decisionali dei ragazzi.

Imparare come prendere buone scelte in campo passa attraverso l’esperienza di farlo, ed è un passaggio cruciale nello sviluppo cestistico (ma anche fuori dal campo…).

Per darvi un esempio pratico, le scelte da prendere in campo sono:

  • quando passare
  • a chi passare
  • che tipo di passaggio usare
  • quanto forte passare la palla
  • il posto esatto in cui passare la palla.

Quando un genitore urla qualcosa dalle tribune, stà gettando al vento l’opportunità di imparare del giocatore, per esempio gridando: “tira”, “passa a tizio”, “attacca l’area!” e cosi via…

Quando gli adulti “bombardano” i ragazzi di informazione come “fai questo, fai quello,..:” i giocatori inizieranno a fare affidamento maggiormente a questi tipi di imput, anziché sviluppare un proprio pensiero e una propria capacità decisionale.

Invece di fare tutto ciò, i genitori dovrebbero fare un passo indietro e permettere ai loro figli(e a quelli degli altri…) di prendere le loro decisioni.

Questo comprende la possibilità che i ragazzi sbaglino e commettano degli errori.

Ogni atleta, DEVE essere consapevole che non sarà criticato per ogni errore commesso.

Se ogni giocatore sa che verrà sgridato ogni volta che perde una palla, o sbaglia un tiro, il suo livello d’ansia raggiungerà stadi elevati.

Non c’è alternativa, impareranno a prender ottime scelte, solo se saranno “liberi” di sbagliare, imparando dai loro errori.

  1. Indeboliscono l’autorità e il rispetto dell’allenatore.

Se un allenatore è disposto a offrire il proprio tempo (gratis, rimborsato o stipendiato non fa differenza) per istruire tuo figlio o tua figlia, ti preghiamo di lasciarglielo fare.

Un genitore che sbraita dalle tribune rende il lavoro del coach più difficile di quello che già risulta.

Se proprio senti il bisogno di dare voce alle tue opinioni tecniche durante la partita, iscriviti ai corsi, segui i programmi formativi e quindi mettiti a disposizione del club la prossima stagione.

La maggior parte non sono disposti a fare questo.

Preferiscono esprimere la loro opinione senza le responsabilità extra; come ad esempio:

  • arrivare 15 minuti prima dell’allenamento per preparare il campo;
  • trascorrere diverse ore durante la settimana per allenare la squadra;
  • investire tempo per programmare gli allenamenti;
  • ricercare i migliori esercizi per i ragazzi, restando aggiornato;
  • lottare con i ragazzi per insegnar loro il gioco di squadra;
  • ricordarsi le rotazioni durante la partita;
  • ….
  • ….
  • …. Infinito…

Allenare gli sport giovanili, porta via un sacco di tempo e farlo bene è più difficile di come sembra.

Apprezza e rispetta coloro che sono disposti a dedicare il proprio tempo e impegno.

  1. Peggiora il metro arbitrale

Alle volte, capita che dalle tribune, i genitori oltre ai consigli tecnici ai ragazzi facciano dell’altro… alcuni urlano anche in direzione degli arbitri.

Di seguito alcuni aspetti negativi nel fare questo:

a) Stai insegnando a tuo figlio a cercare una scusa

Mentre tuo figlio si accorge che ti lamenti dell’arbitraggio, si sente autorizzato a fare la stessa cosa, anziché andare oltre e pensare alla prossima azione.

b) L’arbitraggio peggiorerà

Con un manipolo di genitori arrabbiati e “ululanti” dalle tribune, puoi stare certo che la qualità del metro arbitrale andrà peggiorando (sono umani anche loro, un cervello, un cuore, due occhi, e non fanno il tifo per nessuna delle due squadre…think about that!!!).

I genitori e anche gli allenatori, devono capire che un arbitro non cambierà mai la propria decisione solo perché urla le proprie ragioni da bordo campo.

Guida con l’esempio e si coerente con la tua visione di rispetto nei confronti di chi arbitra.

I GENITORI DOVREBBERO ESSERE DI SUPPORTO AL COACH

Ti è mai capitato di sentire: “l’allenatore di mio figlio non ha la minima idea di cosa sta facendo!!”

Diamogli ragione, ma solo per il momento…

Forse il coach di tuo figlio\a non azzeccherà tutte le sostituzioni al momento giusto…

Forse il coach non capirà tutti i dettagli delle giocate offensive e difensive degli avversari…

Forse il coach non padroneggerà alla perfezione il gerco tecnico e durante i timeout è un po’ raffazzonato..

Come molti ragazzi, anche il coach stà imparando!

Smettila di aspettarti che il coach di tuo figlio sia perfetto!

Smettila di startene seduto in tribuna scrollando la testa e girando gli occhi… Dobbiamo supportare gli allenatori, soprattutto chi è agli inizi, affinchè maturino esperienza e sviluppino le loro capacità.

Tutti dobbiamo cominciare da qualche parte.

QUINDI, COSA DOVREBBERO FARE I GENITORI?

Il ruolo del genitore, in qualità di spettatore è molto semplice…

Guarda la partita e incoraggia i giocatori in campo.

Guardare la partita non necessita di ulteriori spiegazioni, incoraggiare forse si…

Incoraggiare NON significa:

  • dare consigli tecnici/tattici
  • urlare qualsiasi cosa a giocatori o arbitri
  • soprattutto festeggiare oltre misura.

Significa godersi il match, applaudire e tifare per la squadra.

CONCLUSIONI

Il nocciolo della questione è:

ogni volta che i genitori urlano dalle tribune, rendono l’esperienza di gioco dei ragazzi meno godibile, appagante e divertente.

Non fraintendetemi, il 99% dei genitori sono fantastici. Personalmente, ho avuto pochissimi problemi con i genitori dei ragazzi che ho allenato, e per questo, gli sono grato e riconoscente.

Ma, come in ogni situazine, c’è sempre una mela marcia che avrebbe bisogno di leggere questo…

Genitori che confondono in continuazione i ragazzi dando consigli inutili e non richiesti, imbarazzando i loro figli, festeggiando sopra le righe e lamentandosi, o genitori che rallentano lo sviluppo dei figli, innervosendoli riguardo agli errori che commettono.

Affichè i giovani possano imparare a giocare, i genitori devono far un passo indietro, comprendendo così il loro ruolo. E ricorda…

I tuoi figli non faranno settore giovanile per sempre.

Fai un passo indietro, goditi la partita, e lascia che il coach alleni.

 

 

Non è da tutti qualificarsi alle finali nazionali del 3X3, noi ci siamo riusciti … e per il secondo anno di fila!! Quest’anno si sono disputate a Castellana Grotte (BA) dal 22 al 24 giugno, e per evitare un viaggio infinito in pulmino, abbiamo preso l’aereo, partenza dall’aeroporto di Treviso alle 17.10 del 21 giugno e, tra prime esperienze di volo e ritardo dell’aereo, siamo atterrati a Bari sani e salvi.

Non appena ci hanno portati nel nostro hotel ci siamo diretti subito al ristorante per rifocillarci e successivamente siamo rientrati nelle nostre stanze per riposare ed essere pronti al meglio per le partite del giorno successivo.

Nel nostro girone c’erano Eteila Basket Valle d’Aosta, Cagliari e i padroni di casa, CUS Bari. Abbiamo giocato due partite alla mattina, la prima contro Valle d’Aosta, vinta 16-4, la seconda contro Cagliari, vinta con lo stesso punteggio. Pausa pranzo per poi ritornare a giocare al pomeriggio contro Bari, il quale, forse da noi sottovalutata, ci ha sconfitto con il punteggio di 11-7. Si concludeva così la prima fase.

Non si trattava solo di un torneo, possiamo definirla anche una mini vacanza, perché alla mattina abbiamo avuto la possibilità di andare a visitare Alberobello, città stupenda, l’unica pecca è che facevano i panzerotti solo al pomeriggio, vanificando i nostri sogni di poterli assaggiare (poi per fortuna l’hotel è stato gentile e ce li ha fatti!!!). Al pomeriggio eravamo carichi e pronti ad affrontare le squadre del girone A, ovvero Napoli, Perugia, SBC Roma e Stamura Ancona, queste partite erano fondamentali per guadagnare punti e guadagnarsi l’accesso ai quarti. Contro Napoli siamo partiti male, anche qui probabilmente colpa nostra per averli sottovalutati, non siamo riusciti poi a recuperare e abbiamo perso 12-10, sprecando una grande occasione, dato che anche la partita successiva, contro Perugia, siamo stati sconfitti 15-8. La nostra giornata si concludeva li.

Sabato 23 sera, abbiamo cenato insieme alle altre squadre e quando tutti avevano finito di mangiare, è iniziata una piccola festicciola, con balli di gruppo e anche individuali; qua, la 3S Cordenons, non avrà vinto le finali nazionali, ma ha vinto la gara di ballo, è riuscita a conquistare tutti dimostrando all’Italia intera le  proprie doti da ballerini.

Tornando al basket, non eravamo per niente soddisfatti della giornata trascorsa e sapevamo che per qualificarci bisognava dare il tutto per tutto e cambiare atteggiamento… e così è stato, la mattina successiva abbiamo battuto Roma tenendo vive le speranze di entrare tra le prime 8. Restava solo Ancona, la prima del girone A, se avessimo vinto ci saremmo qualificati sicuramente, ma così non è stato, abbiamo perso al supplementare dopo una bellissima partita 13-12.

Siamo riusciti a qualificarci con la differenza canestri, ma non è stata questione di fortuna, perché ce lo siamo meritati, riuscendo a fare più punti e quindi a giocare meglio delle altre squadre che non si sono qualificate. Passando il turno come quarti, al pomeriggio ci siamo scontrati contro la prima degli altri due gironi, ovvero Salzano. È stata veramente una partita bellissima e mozzafiato, ma alla fine l’hanno spuntata i veneti per 13-12 con un nostro tiro che si è infranto sul ferro allo scadere. Eravamo molto dispiaciuti perché eravamo consapevoli di poter andare più in fondo ma allo stesso tempo eravamo consci di essere usciti a testa altissima. Concluse le finali, che hanno visto vincitrice Bari contro appunto Salzano, siamo usciti la sera a fare un giro per il centro di Castellana Grotte e il mattino seguente siamo riusciti ad accantonare la delusione andando a prendere il sole a Monopoli.

Però come tutte le belle avventure, c’è sempre una fine; dopo aver salutato tutti ci siamo recati verso l’aeroporto e non appena siamo tornati a Treviso si è conclusa ufficialmente la nostra avventura. Siamo veramente soddisfatti di essere arrivati tra le prime 8 squadre in Italia, abbiamo avuto l’opportunità di giocare contro squadre di serie A, ma soprattutto di divertirci, conoscere nuovi posti e fare nuove amicizie con le quali abbiamo condiviso momenti anche fuori dal campo.

 

Axel, Grandpa, Jack e Piwi ringraziano Castellana Grotte per l’ospitalità e fanno i complimenti per come hanno organizzato il tutto, è stato veramente eccezionale, soprattutto il cibo, dove anche qua la 3s si è fatta riconoscere e non ha avuto rivali. Ma ringraziamo in particolare anche il Pres e la società per questa esperienza indimenticabile, ma un ringraziamento speciale va a Matteo, che oltre ad essere stato il nostro accompagnatore e coach, è stato in primis il nostro migliore amico, con il quale ci siamo divertiti un mondo e ha reso questa avventura veramente speciale e unica.

Grazie di cuore.

Alex, Alessandro, Giacomo, Simone.

Partita amara per i ragazzi di coach Celotto, che tra le mura amiche affrontano l’Apu Udine di Paolo Montena.

Il primo quarto comincia con un sostanziale equilibrio, in cui le due compagini rispondono colpo su colpo (anche se le percentuali non eccellono da ambo le parti). Dopo 10′ i bianco – verdi comandano per 14-11.

Il secondo periodo riprende il primo, le percentuali continuano ad essere basse nonostante i buoni tiri creati sia da Cordenons che da Udine; la diretta conseguenza è un punteggio basso, ed una partita equilibrata. All’intervallo lungo il tabellone recita 28-21 per i locali.

Al rientro dagli spogliatoi la musica sembra cambiare, l’Intermek sembra averne di più e vola sulla doppia cifra di vantaggio che manterrà a lungo. Dopo 30′ è in vantaggio per 38-29.

L’ultimo quarto è un disastro (sponda 3S): partono bene gestendo il vantaggio fino a 5′ dalla fine. L’attacco si blocca completamente, e in difesa si fa fatica. Ne approfitta Udine, in particolare con Azzano (come all’andata), che di cuore ed energia infila 8 punti filati che riportano Udine in parità (55-55). La scelta tecnica è di non chiamare time out, e con 20″ da giocare è tutto in mano ai ragazzi: Damjanovic si prende la responsabilità, ma viene chiuso bene dalla difesa udinese che lo costringe ad una palla persa. Palla persa afferrata da Visintini che allo scadere, da metà campo, infila la bomba del +3. Finisce 58-55 per Cautiero e compagni.

Oltre il danno, la beffa: è stato il primo ed unico vantaggio ospite dal 1′ di gioco.

INTERMEK 3S – APU GSA UDINE 55-58 (14-11, 28-21, 38-29)

INTERMEK: Colombo 2, Rossit 1, Pivetta 8 (8 rebs), Diana 4, Damjanovic 12 (7 rebs, 7 fd), Corazza, Silvestrin ne, Curtarelli, De Santi 11, Casara, Camaj 4, Lo Giudice 10. All. Celotto, Ass. Pupulin e Brusadin

APU GSA UDINE: Visintini 12, Minisini 3, Monticelli 10, Di Giovanni 6 (9 rebs), Cautiero 7 (13 rebs), Paoliini 2, Francovicchio, Pavlovic 2, Tell 2, Solini, Azzano 8, Ceschia 3. All. Montena, Ass. Gerometta

Arbitri: Zuccolo e Zancolò

Andrea Brusadin